Potenza: “Apricena ha imparato a guardare lontano”

Il sindaco alla vigilia del Festival: «<b><i>Le grandi produzioni nazionali iniziano a guardare ad Apricena. Non soltanto musica: vogliamo che la nostra città diventi un luogo riconoscibile per l’intera industria culturale</i></b>».<br><br>C’è grande attesa ad Apricena per Suoni in Cava 2026, uno degli appuntamenti centrali dell’estate pugliese, pronto ancora una volta ad accendere i riflettori sul suggestivo scenario della Madrepietra.&nbsp;<br><br>Un evento che, nelle parole del sindaco Antonio Potenza, rappresenta molto più di una successione di grandi spettacoli. «<b><i>Suoni in Cava racconta quello che Apricena vuole essere: una città capace di valorizzare la propria identità e, nello stesso tempo, di aprirsi a un pubblico sempre più vasto. La nostra pietra, le nostre cave, la nostra storia produttiva diventano lo scenario di eventi di grande richiamo. È una forma concreta di promozione del territorio</i></b>».&nbsp;<br><br>E proprio il lavoro svolto negli ultimi anni comincia a produrre un interesse che va oltre il settore musicale. «<b><i>Oggi le grandi case di produzione nazionali iniziano a guardare ad Apricena con attenzione. E questo, per noi, è un segnale estremamente importante. Le nostre cave non hanno soltanto una straordinaria forza come palcoscenico musicale: hanno un potenziale scenografico e cinematografico enorme. Abbiamo già avviato delle interlocuzioni con una importante casa di produzione cinematografica nazionale e siamo orgogliosi che Apricena possa cominciare ad essere osservata anche da questo mondo</i></b>».&nbsp;<br><br>Un percorso che, secondo Potenza, testimonia un cambiamento più profondo nell’immagine della città. «<b><i>Apricena sta cambiando percezione. Qualche mese fa sono stato intervistato anche da Millionaire, una realtà editoriale nazionale che ha mostrato grande interesse verso il percorso della nostra città, il suo sviluppo e la capacità di trasformare la propria identità produttiva in un elemento di attrazione e di racconto. Sono segnali che non arrivano per caso</i></b>». «<b><i>Non vogliamo semplicemente organizzare grandi serate. Vogliamo costruire un grande racconto di Apricena e portarlo sempre più lontano</i></b>».<br><br>Dietro il Festival c’è intanto una macchina organizzativa articolata che vede lavorare insieme Amministrazione comunale, organizzatori, produzione, management degli artisti, tecnici, operatori della sicurezza, partner, sponsor e professionisti della comunicazione. «<b><i>Quando arrivano migliaia di persone nulla può essere lasciato al caso. Dietro poche ore di spettacolo ci sono settimane e mesi di programmazione, confronti e coordinamento. Voglio ringraziare tutte le persone che stanno lavorando perché questa edizione possa essere all’altezza delle aspettative</i></b>».&nbsp;<br><br>Per Potenza, però, il risultato più importante va misurato anche fuori dall’area degli spettacoli. «<b><i>Un grande evento deve produrre valore per la città. Significa persone che arrivano, attività commerciali che lavorano, ristoranti, strutture ricettive e imprese che possono beneficiare di una maggiore presenza sul territorio. Ma significa soprattutto far conoscere Apricena a chi magari non l’aveva mai vista prima</i></b>».&nbsp;<br><br>Da qui l’obiettivo di consolidare sempre di più il Festival come elemento identitario della città. «<b><i>Suoni in Cava è cresciuto perché è cresciuta l’ambizione di Apricena. Continueremo a lavorare affinché questo appuntamento diventi sempre più riconoscibile fuori dalla Puglia e affinché la nostra città possa diventare una destinazione capace di attrarre musica, cinema, produzioni, investimenti e nuove opportunità. Non vogliamo semplicemente organizzare grandi serate. Vogliamo costruire un grande racconto di Apricena e portarlo sempre più lontano</i></b>».&nbsp;<br><br>E alla vigilia dell’edizione 2026 il messaggio del Sindaco è soprattutto un invito: «<b><i>Venite ad Apricena, vivete Suoni in Cava e scoprite la nostra città. Perché il vero spettacolo, prima ancora che sul palco, è il territorio che abbiamo la fortuna di poter raccontare</i></b>».<br><br>

Fonte: SUONI IN CAVA 2026 · Ufficio Comunicazione