Festa Patronale
Maria Santissima
Incoronata
Tradizione · Fede · Devozione popolare
Una celebrazione che unisce
l'intera comunità
La Festa Patronale di Maria Santissima Incoronata è l'evento più sentito e atteso dell'intero anno ad Apricena. Non si tratta soltanto di una ricorrenza religiosa: è un'esplosione collettiva di fede, identità e appartenenza che per alcuni giorni trasforma l'intera città in un grande teatro di devozione popolare.
Ogni anno, tra la fine di maggio e i primi di giugno, migliaia di fedeli, emigrati, pellegrini e visitatori confluiscono ad Apricena per onorare la Madonna Incoronata, Patrona della città venerata da secoli. Le strade si riempiono di gente, le luminarie illuminano la notte, i fuochi pirotecnici colorano il cielo e la banda musicale accompagna le solenni processioni.
La festa è organizzata dalle tre Parrocchie cittadine — Santi Martino e Lucia, Sacra Famiglia e B.V. Maria del Rosario — in collaborazione con il Comitato Festa Patronale e il patrocinio del Comune di Apricena.
Accanto agli eventi religiosi, un ricco calendario di spettacoli, concerti, mostre d'arte e momenti di aggregazione coinvolge tutte le generazioni della comunità.
Il culto della Madonna Incoronata ad Apricena è indissolubilmente legato a quello del celebre Santuario foggiano, uno dei luoghi mariani più venerati di tutta la Puglia e del Meridione d'Italia. La tradizione vuole che l'immagine sacra della Vergine fosse apparsa prodigiosamente, suscitando una devozione immediata e profonda tra le popolazioni del Tavoliere delle Puglie.
Gli apricenesi adottarono la Madonna Incoronata come loro Patrona principale, affiancandola ai Santi Martino e Lucia. Nel corso dei secoli questa devozione si è alimentata di ex voto, di miracoli tramandati oralmente e di un attaccamento viscerale che ha attraversato generazioni di famiglie, resistendo alle emigrazioni e ai cambiamenti della modernità.
«La festa è l'anima di Apricena: chi è lontano torna, chi è rimasto si ritrova. È il momento in cui la città batte all'unisono.»
— Voce della tradizione popolare apriceneseLa statua processionale della Madonna Incoronata — opera di grande pregio artistico — viene custodita gelosamente nella Chiesa Madre e portata in processione solenne per le vie della città secondo percorsi codificati e ricchi di significato simbolico. Ogni via percorsa racconta la storia di una comunità che ha affidato alla Vergine le proprie gioie e i propri dolori.
Nel corso dell'Ottocento e del Novecento la festa ha assunto la struttura articolata che conosciamo oggi: una settimana di celebrazioni che alterna momenti di intensa spiritualità a eventi di aggregazione civile.
I Fujenti
il cuore pulsante della festa
Tra tutte le tradizioni legate alla Festa Patronale, quella dei Fujenti — dal dialetto pugliese, letteralmente "coloro che corrono" — è senza dubbio la più spettacolare e la più identitaria per la comunità apricenese.
I Fujenti sono i devoti che, in seguito a un voto fatto alla Madonna, corrono scalzi o in abiti bianchi accanto alla statua della Vergine durante la processione. La corsa è un atto di fede totale: il fedele si abbandona alla devozione in un moto quasi estatico, spesso accompagnato da lacrime e grida di gioia.
Non si tratta di una tradizione folcloristica fine a se stessa: ogni Fujente porta con sé una storia personale, una grazia ricevuta, una promessa mantenuta. C'è chi corre per la salute ritrovata di un familiare, chi per un pericolo scampato, chi per trasmettere ai figli la stessa devozione ricevuta dai propri padri.
Il momento culminante è la discesa del simulacro dal sagrato della Chiesa Madre: in quell'istante la folla si stringe attorno alla statua, la musica si alza, i fuochi salgono in cielo e i Fujenti iniziano la loro corsa tra la gente. Un'emozione indimenticabile per chi assiste.
La corsa è accompagnata tradizionalmente dallo scoppio di fuochi pirotecnici — le cosiddette «batterie» — che segnano il ritmo della processione e amplificano l'atmosfera di gioia collettiva e liberazione emotiva che caratterizza questo momento unico.
La tradizione dei Fujenti è condivisa da diversi centri del Foggiano e della Capitanata, ciascuno con proprie varianti rituali. Ad Apricena questa pratica ha radici antichissime e viene tramandata di generazione in generazione come patrimonio intangibile di immensa importanza identitaria e culturale.
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